Che storia è?

Ogni mattina una ragazza si sveglia, prende la metro e sa che per fare un viaggio tranquillo sarà meglio cercare un vagone mezzo vuoto, mettersi seduta o preferibilmente spalle al muro, per evitare che per sbaglio qualcuno le appoggi una mano sul sedere.

Ogni mattina, all’ora di punta, la ragazza realizza che il vagone non sarà mai mezzo vuoto e difficilmente troverà un posto isolato.

Fa niente: siamo a Milano, la suddetta ragazza va dove deve andare in ogni caso, e, se le capiterà un inconveniente contatto, passerà oltre.

Forse reagendo o, molto più spesso, scendendo alla prossima fermata.

Quante volte ti è capitato?

Noi sappiamo che sono molte.

Da un‘indagine dell’ISTAT pubblicata nel febbraio del 2018 pare che le molestie con contatto fisico, vale a dire quelle perpetrate contro la volontà della vittima, siano state subite dal 15,9% delle donne durante tutto l’arco della vita.

Pare, tra l’altro, che nel 60% dei casi la molestia sia stata compiuta da un estraneo e per il 27,9 % delle volte sia avvenuta su mezzi di trasporto pubblico.

Questi dati fanno riferimento all’arco di tempo compreso tra il 2015 e il 2016.

E, nel 2019, continuano ad accadere, ogni giorno.

Le molestie sui mezzi pubblici sono una realtà.

Magari non ne avete sentito parlare, magari non ne avete parlato, ma esistono, sono frequenti e sono in atto.

Benissimo. Se il #metoo è il punto di partenza the #NextStop è a Milano.

Come nasce NEXT STOP MI?

Come ogni buona idea, nasce dal confronto.

Abbiamo fondato questa associazione perché di molestie sui mezzi pubblici ne abbiamo ricevute, spesso, e spesso non abbiamo parlato.
Ma è bastato chiedere: “anche te è capitato?” e scoprire di avere queste esperienze in comune con moltissime persone, ma soprattutto di avere in comune l’ometrà sul tema: il silenzio, il non detto.
Perché nessuno ne parla.
Per un sacco di ragioni, prima di tutto per le paranoie: pensare che in qualche modo te lo sei sognato, che è solo nella tua testa, che forse te lo sei immaginato, che – la peggiore probabilmente – aveva ragione tua madre quando ti ha detto, uscendo: “quella gonna è troppo corta” e quindi, te la sei andata a cercare.

(A proposito, anche se tua madre ha sempre ragione: non importa come sei vestita..)

Abbiamo trovato una decina di tipi umani di molestatori, raccolti grazie alle esperienze sui mezzi (capitano ovunque, certo, ma noi vogliamo iniziare da qui) e, per ognuno, abbiamo descritto Dove trovarli, Come riconoscerli, le Paranoie che impediscono di reagire a chi viene molestato e, infine, le Reazioni che ognuno può avere per fare in modo che chi viaggia sui mezzi si senta più sicuro e meno solo.

Next Stop non si rivolge solo alle persone molestate: vuole parlare a tutti.
A tutti quelli che sono insieme su un vagone, su un autobus, su una banchina, in una città.
L’obiettivo è sensibilizzare la comunità su questo tema, che a lungo è stato un tabù.
Se nessuno ne parla, il problema non esiste.

Molte delle persone con cui ci siamo confrontati, ad esempio, non avevano idea che potesse succedere, forse perché a loro non sarebbe mai venuto in mente di farlo (e questo è molto bello), o non avevano idea che fosse così dilagante e frequente, perché semplicemente nessuno glielo aveva fatto presente.
Una volta informati, indignati, queste persone hanno dichiarato che se si trovassero in una situazione simile, vedendo qualcuno che subisce una molestia o che reagisce, si sarebbero almeno premurati di chiedere: “tutto ok?”
E questo basterebbe.
Non cerchiamo mostri da distruggere, così come non cerchiamo di creare giustizieri.

Vogliamo solo parlarne. E parlarne con voi.

Questo è uno spazio sicuro per parlare, per chiedere aiuto, per essere ascoltati, per reagire, anche solo dicendo: “A me è capitato“.

Quello che potete trovare in questo spazio, è una raccolta, il Decalogo dei molestatori, che descrive alcune delle spiacevoli esperienze che si possono avere sui mezzi di trasporto pubblico e che offre possibili soluzioni.

In più, per dare un aiuto che va al di là delle nostre competenze e possibilità, nextstopmi offre ai propri associati la possibilità di ricevere un sostegno attraverso lo Sportello TiAscolto  che offre ascolto psicologico, counseling e psicoterapia a tariffe sostenibili.
Inoltre, insieme a una rete di centri sportivi e istruttori che hanno abbracciato la nostra visione, chi si associa potrà partecipare a corsi di autodifesa pensati precisamente per sentirsi più sicuri nel reagire a questo tipo di molestie.